Il file sharing di The Pirate Bay sempre pił irriverente!
Dopo la Guardia di Finanza con i tentativi di oscuramento di Pirate Bay, tra i più noti siti di file sharing (file torrent), ci si mettono anche le case discografiche che iniziano a prendere i dati degli utenti grazie all'aiuto dei provider italiani.

Pirate Bay è famoso anche per il suo modo di essere irriverente nel confronto dei suoi detrattori e subito dopo la chiusura di un altro portale Italiano ben noto (Colombo-bt) la finanza è stata beffata, visto che l'unica possibilità di oscuramento possibile era il blocco degli accessi nella risoluzione dei domini (dai dns Italiani) e blocco degli ip, grazie al continuo cambio di indirizzi ip da parte dei gestori del portale Svedese.
In home page thepiratebay ha lasciato il messaggio che sono abituati ai governi fascisti che limitano le libertà di espressione e che sono molti i paesi governati da dittatori che hanno paura della libertà d'informazione che può essere dannosa per i loro regimi.

Ed oltretutto sono presenti queste affermazioni di una certa rilevanza: "Stavolta tocca all'Italia. Il Paese ha già una situazione veramente pessima, dal momento che una organizzazione simile all'IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) già fu creato durante gli anni del fascismo. Ed adesso gli italiani hanno nuovamente un  capo di governo fascista: Silvio Berlusconi. Berlusconi è anche il personaggio più potente in Italia e detiene i media italiani, possedendo numerose compagnie che competono con Pirate Bay. Per questo motivo vuole rimanere in una situazione di monopolio, ed uno dei suoi lacchè, Giancarlo Mancusi, ha ordinato di oscurare il nostro IP e dominio in Italia, per rendere difficile l'accesso da parte degli utenti dell'impero di Berlusconi".

Tali affermazioni fanno, molto probabilmente, riferimento alla recente richiesta di risarcimento da parte di mediaset a Google/Youtube per il furto dei contenuti coperti da copyright.

Alla luce di tali episodi "the Pirate Bay" ha suggerito l'utilizzo dei DNS di OpenDNS che permettono di accedere in ogni caso al loro sito web risolvendo l'hostname con i giusti indirizzi ip e comunque è diventata preoccupante la situazione dei DNS italiani che hanno raggiunto prestazioni inferiori alla norma e quindi molti utenti stanno passando a soluzioni più performanti offerte da aziende/comunità come OpenDNS.
Altra soluzione che diventa sempre più diffusa è la creazione di un database locale con una cache di indirizzi ip degli host più utilizzati o inaccessibili tramite appositi programmi come server dns locali, applicativi simili o la modifica del file hosts del sistema (/etc/hosts sui sistemi unix like, \windows\system32\drivers\hosts su windows).
Data: 19/08/2008 21:00:00
 


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